Stress e fame nervosa, come uscirne?
Redazione
18 set 2025
Sentiamo spesso parlare dello stress come un qualcosa di dannoso per il corpo e per la mente. In effetti a lungo andare può avere conseguenze sul nostro benessere sia fisico che mentale.
Ma partiamo dalle basi, lo stress può essere classificato come positivo e negativo, in base a spinte emotive e sintomi che ne conseguono: se uno ci aiuta a produrre di più in situazioni di pressione, l’altro ci concede non pochi sgambetti.
Conoscerli e imparare a gestirli è uno dei segreti più efficaci per procedere verso i propri obiettivi con più serenità.
Se ti ritrovi a mangiare senza vera fame, sentirti stanco anche da appena sveglio, sei nervoso o avverti sintomi fisici come bruciore di stomaco costante, forse è arrivato il momento di concederti un attimo di pausa.
Scopriamo come lo stress agisce sull’organismo e come attivare le risorse che già possediamo, per uno stile di vita più appagante e leggero.
Eustress e distress: due facce della stessa medaglia
L’endocrinologo Hans Selye ha classificato lo stress in due tipologie differenti: eustress e distress.
Il termine eustress (eu = buono) è lo stress che motiva, ovvero ciò che ci tiene concentrati quando stiamo lavorando a qualcosa che desideriamo o quando pratichiamo un esercizio fisico impegnativo ma gratificante. In sostanza, è la spinta che ci fa crescere.
Il distress, invece, è lo stress che pesa: quando le richieste superano le nostre risorse, le situazioni sembrano senza via d’uscita e colme di stimoli emotivi e fisici quasi insostenibili. Se si prolunga nel nostro quotidiano, può inficiare su sonno, umore, abitudini alimentari e, in generale, sul benessere.
Lo stress, quindi, non è per forza negativo e da “eliminare”, ma quando c’è va ridimensionato. Cercare di trasformare ciò che ci pesa in eustress tramite obiettivi chiari, passi piccoli e pause vere, alleggerendo quel che resta è una buona strada per sfruttarlo al meglio.
Infine respirare, muoversi e tracciare i propri confini. Scegliere fin dove spingersi, senza pressioni.
Come uscire da un forte stress?
Lo stress fa parte della vita. Quello che possiamo evitare è che intacchi salute ed equilibrio psicofisico. Riconoscere tempi, modi e fonti e costruire routine che ci sostengono sono delle buone armi di difesa. Quindi ogni giorno prendiamoci cura di noi stessi con:
alimentazione regolare e idratazione,
sonno di qualità,
attività fisica sostenibile,
tecniche di rilassamento o meditazione.
Creare canali di scarico, come camminate, scrittura, musica, contatto con la natura, e canali di direzione, con micro-obiettivi e pianificazione gentile, ci aiutano a gestirlo al meglio.
Così lo stress diventa motore, non ostacolo.
Quali sono i sintomi della fame da stress?
Non sempre mangiamo per nutrire il corpo: spesso cerchiamo nel cibo un sollievo a stress, rabbia, noia, solitudine, tensione, stanchezza, ansia o tristezza. È la cosiddetta fame emotiva o nervosa.
Ma come si distingue dalla fame fisica?
La fame fisica arriva gradualmente, può attendere, si placa con cibi diversi e si ferma quando sei sazio, senza sensi di colpa.
La fame emotiva è improvvisa e pressante, chiede cibi specifici (snack salati, gelato, dolci), non si arresta neanche a stomaco pieno e spesso lascia colpa o frustrazione.
“Mangiare per calmare” sembra una scorciatoia, ma raramente aiuta: l’eccesso può generare un circolo di insoddisfazione che alimenta altra fame emotiva.
Riconoscere il meccanismo è già un grande passo: dalla consapevolezza nasce lo spazio per scegliere. Il secondo passo è rivolgersi a un professionista per gestirla al meglio.
4 consigli per “calmare” la fame emotiva
Concludiamo con 4 consigli che possono tornare utili per contrastare la fame emotiva, ma che non si pongono come sostituto di un buon nutrizionista che possa studiare il caso e fornire un piano d’azione dedicato.
Consideriamoli come una mano tesa, che a ricordarla può essere faro e ossigeno in momenti non proprio chiari:
Regolarità: segui un piano alimentare costruito sulle tue esigenze e che possa comprendere tre pasti e 1–2 spuntini, con carboidrati di qualità, proteine e grassi “buoni”.
Piano anti-urgenza: prepara alternative “sicure” (frutta, yogurt bianco, frutta secca, hummus con verdure) per i momenti critici.
Pausa di 10 minuti: quando senti l’impulso, respira, bevi acqua o fai due passi, se la fame è fisica resterà, se è emotiva andrà ad attenuarsi.
Parole gentili: niente auto-rimproveri. Osserva, prendi nota, riparti dal pasto successivo. Non cadrà il mondo se ti concederai uno sfizio, poi si può sempre ricalibrare.
